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a cura di Steve Piccolo e Nicola Zanardi

La mostra
28 Marzo - 4 Aprile 2007 - Hublab Gallery - Via Vigevano 43 - Milano
con steve piccolo, gak sato, xabier iriondo, matteo pennese, walter prati, alterazioni
video, limiteazero, studenti del corso di progettazione sonora della NABA, studenti
del corso di progettazione sonora dell'Accademia Carrara di Bergamo
Decantazione è un laboratorio per esplorare nuovi metodi di interazione
tra chi produce suoni e chi li ascolta. Partendo dai molti significati del titolo
del workshop (decantare, purificare, ma anche esaltare, elogiare) l'obiettivo
è sperimentare un approccio "spontaneo" al suono in modo da
utilizzare al meglio le possibilità democratiche offerte dalle tecnologie
per registrare, costruire, generare e condividere suoni. Con l'ausilio di musicisti,
designers e altri artisti i partecipanti potranno produrre strumenti essenziali
per lavorare e soprattutto giocare con i suoni.
Il fenomeno del musicista specialista che custodisce un sapere in gran parte
precluso ai comuni mortali (ascoltatori-consumatori) è relativamente
recente nella storia dell'umanità, e appartiene soprattutto al mondo
occidentale. La musica contemporanea, ormai da un secolo, continua a cercare
modi per reintegrare l'ascoltatore-spettatore in un'esperienza collettiva. Nel
frattempo, il mondo dell'arte ha fatto passi da gigante nella direzione di un
intenso coinvolgimento del fruitore nel processo creativo. Nel passato la diffusa
capacità di condividere attivamente il pensiero musicale si basava su
una diffusa familiarità con i mezzi di produzione musicali. Come afferma
Roland Barthes, nel saggio Musica Practica, erano in molti ad aver avuto un'esperienza
diretta della fisicità degli strumenti e dell'atto di produrre musica.
Il rapporto con la musica era attivo e partecipe. Dopo alcuni decenni in cui
i mass-media hanno imposto una fruizione passiva dell'intrattenimento, sono
oggi le nuove tecnologie per la produzione musicale a consentire a ogni persona
creativa, indipendentemente dalla capacità tecnica, di produrre musica.
L'ipotesi della rassegna "Decantazione" è che una rinnovata
antropologia della musica possa emergere da un uso diffuso dei nuovi mezzi di
produzione musicali, soprattutto in una situazione di dialogo con il tradizionale
sapere della musica.
Giochi dissonanti

- Un labirinto in cui soltanto l'udito può aiutarci a trovare la via
d'uscita. - Un sistema di pittura con precise regole per i suoni vocali emessi
dall'artista per sottolineare il 'tono' del gesto pittorico.
- Procedimenti per reinventare e personalizzare i suoni che accompagnano i videogiochi
esistenti. - Sfide di indovinelli sonori. - Interfacce tattili-sonori su supporto
fisico per partite di domino al buio. - Uso improprio di cellule fotovoltaiche
che diventano microfoni di luce per sorprendenti effetti sonori, realizzando
l'antico sogno di tradurre la luce in suono. - Un sistema di carte e diapason
per composizioni collettive basate su regole per trattative tra i giocatori.
- La ruota delle note, roulette da quiz televisivo ante litteram per generare
melodie in tempo surreale. - L'alfabeto simultaneo, gioco interattivo di costruzione
di un 'avatar' sonoro personalizzato. - Partitura verbale che mette in grado
il visitatore di eseguire le mosse del gioco dei sassi di Malloy (di Samuel
Beckett). - Un 'twister' con segnali sonori. - Un sistema di cavi scoperti.
I giocatori, toccando i cavi e spostandosi nello spazio, creano collettivamente
un timbro sonoro in movimento. - Una tabella di geroglifici sonori basati sull'antica
origine della forma delle lettere dell'alfabeto. Scrivendo una parola, si sente
il suono che ha dato origine a ciascuna lettera. - Un 'pictionary' sonoro in
cui un giocatore sente i suoni in cuffia e deve mimarli per aiutare gli altri
giocatori a indovinare. - Un ambiente 3D in cui la vicinanza o la distanza tra
le persone presenti simula lo svolgimento del 'gioco della vita' di Conway,
il famoso automa cellulare che illustra la teoria della complessità e
i principi dell'ecobiologia.
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